Il Barbiere di Trieste – Oltre i confini dell’impero

tratto da “Il Barbiere di Siviglia” di Beaumarchais. 

Adattamento e regia: Giacomo Segulia 
Con: Veronica Dariol, Omar Giorgio Makhloufi, Daniele Molino, Davide Rossi, Giacomo Segulia.
Fisarmonica: Mitja Tull
Violino: Alessio Venier
Clarinetto: Giacomo Cozzi.
Costumi: Sara Favero 
Scenografie: Michele Latin 
Maschere: Francesco Garuti 
Foto: Fiammetta Rodella 

TEATRO DEI FABBRI – TRIESTE
Dal 18 al 20 novembre 2021 ore 20.30; 21 novembre ore 19.00

Biglietti:
Intero € 12
Ridotto over € 10
Abbonati Contrada € 8

Per informazioni biglietteria@lacontrada.it oppure 040 948471

Il Barbiere di Trieste – Sinossi

Trieste, 1775. Carlotta, giovane della nobiltà viennese, vive reclusa nella casa del suo tutore, il ricco  mercante Bartolo Andrulaki, deciso a sposarla quanto prima. 

A rovinare i suoi piani, arriva in città di Sua Altezza Illustrissima il Conte di LebendeSeele, alla ricerca  della misteriosa ragazza, che gli ha rapito il cuore alla corte di Vienna. 

Riuscirà il barbiere Figaro a realizzare il sogno d’amore del Conte e di Carlotta e liberare la fanciulla  dalle grinfie di Bartolo, sabotando il malefico piano orchestrato da Don Antonio? A Siviglia ce l’ha fatta, ma a Trieste? 

Siamo consapevoli che il nostro è un progetto ambizioso, a detta di molti difficile da realizzare,  soprattutto al giorno d’oggi. 

Ma proprio questo momento, dopo due anni di pandemia, ci è sembrato il migliore per poter  realizzare questo spettacolo, che parla di libertà, e di quel confronto generazionale che oggi più  che mai è necessario. 

Note di regia

Lo spettacolo si basa sul testo Il Barbiere di Siviglia di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais (1775)  e sull’opera omonima di Gioachino Rossini, ed è stato riadattato e ambientato a Trieste proprio  quando è stato scritto, momento che coincide con un periodo di grande splendore per la città e  per i territori circostanti, sul finire della grande esperienza di Maria Teresa d’Austria sul trono  imperiale e l’inizio della definitiva affermazione della città di Trieste moderna come la conosciamo.  Siamo in un’epoca di prosperità per Trieste e i territori circostanti, un’epoca caratterizzata dalla  pacifica convivenza di popoli e culture differenti grazie al porto e ai suoi traffici che univano il mare  e la terraferma, una sorta di laboratorio mitteleuropeo che aveva già in sé alcuni principi  dell’Europa unita di oggi, un luogo senza confini, di libera circolazione delle persone, di crescita  sociale e culturale insieme, che racchiude bene il motto ufficiale dell’Unione europea “unita nella  diversità”. Ecco quindi che questo testo teatrale, un grande classico celebre in tutto il mondo, ci  è sembrata l’opera ideale per affrontare temi quali la convivenza pacifica tra le diverse culture  presenti oggi in un mondo senza confini. Ma non solo. Analizzando il testo e scavando nelle  dinamiche tra i personaggi, è emerso fin da subito un conflitto che ha sempre bisogno di essere  affrontato a viso aperto, senza pregiudizi: quello generazionale. L’eterna lotta tra i vecchi e i  giovani, tra visioni del passato e visioni del futuro. Anche e soprattutto adesso, in questo difficile  momento storico.

La produzione del Barbiere di Trieste è promossa dalla Compagnia Artifragili.

Una compagnia teatrale professionista fondata dagli attori Alejandro Bonn, Omar Giorgio Makhloufi e  Davide Rossi che opera in ascolto con i cittadini e sempre alla ricerca di nuove collaborazioni.  I tre attori si sono incontrati tra le mura della Civica Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe” di Udine,  condividendo il percorso triennale di formazione. La compagnia approda a Trieste nel febbraio del 2019,  portando il loro primo spettacolo Non vedo, non sento ma posto presso Hangar Teatri. Nel maggio 2019  debutta “Mein Karl – un basco, un bimbo e un diversamente bianco”, diretti da Omar Giorgio Makhloufi con  drammaturgia di Davide Rossi. Questo spettacolo, assieme al precedente, è andato in scena presso  “Trieste Estate 2020”. A gennaio 2020 debutta invece “Boddah”, un monologo scritto diretto e  interpretato da Davide Rossi. Sempre nel 2020 debutta Eroicamente Scivolato, monologo diretto da Omar  Giorgio Makhloufi nato dalla collaborazione con Filippo Capparella. Lo spettacolo è vincitore del premio  “Laura Casadonte 2020”, viene selezionato dal festival “Dominio Pubblico 2021” e “Kilowatt Festival”,  sempre nel 2021. 

Artifragili dal 2019 inizia a curare inoltre dei percorsi laboratoriali, per condividere in maniera attiva le  competenze professionali teatrali per trovare nel teatro anche un momento di studio e  riflessione, oltre che di pura aggregazione. Durante il periodo di lock-down producono il  programma web di divulgazione teatrale “#CheNeSaràDiNoi”, incontrando numerosi tra i personaggi più  rilevanti del panorama teatrale e cinematografico a livello nazionale.  Dal 2020 la compagnia inizia a collaborare con il teatro La Contrada – Teatro stabile di  Trieste dando il via al progetto “D.A.D. – Dante a distanza”, (Che vede in scena anche Giacomo Segulia e  Veronica Dariol, membri attivi della compagnia) selezionato tramite il bando “Linguaggi umani”.  Con il teatro Miela partecipano allo spettacolo “Fake Dante” diretto da Massimo Navone, co-prodotto  anche dal teatro CSS di Udine e da Artisti Associati di Gorizia e il teatro La Contrada. Nell’ottobre 2021 viene presentato al pubblico la prima tappa di studio del progetto “Dalla carne e dalle ossa”  scritto e diretto da Omar Giorgio Makhloufi con la consulenza di Alessandro Marinuzzi, in co-produzione  con il teatro Miela-Bonawentura.

Partner del progetto: Regione autonoma Friuli Venezia-Giulia Fondazioni benefiche Kathleen Foreman Casali  La Contrada – Teatro stabile di Trieste  Orchestra Giovanile Filarmonici Friulani  Associazione Culturale – A.C.T.I.S.  Associazione Culturale Amici Triestini della Lirica – G. Viozzi  Comune si San Dorligo della Valle – Obcina Dolina  Istituto Italiano di Cultura della città di Budapest  Teatro Stabile Sloveno  Associazione ProgettiAmo Trieste